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LEGA CALCIO: 1^ Giornata, ou CON API SI VOLA!


Começa a Lega Calcio 2008.

É o Campeonato Italiano, que veremos por aqui pelo 3VV.

E Carmine Paciello, nosso amigo palestrino, italiano que vive na Itália, será novamente o responsável pela coluna. Desta vez, na medida que o tempo permitir, vamos manter a coluna do Carmine em português (aqui no 3VV).

No
site ainda em testes e ajustes (mas ainda? pois é…)
www.terceiraviaverdao.com.br, na seção LEGA CALCIO, a versão do Carmine
estará original, em italiano, para quem quiser treinar sua língua quase
mãe ou praticar um pouco.

Prá
quem conhece italiano, sugiro ler a coluna original. Eu não consigo
reproduzir a qualidade nem a forma muito particular e interessante dos
textos do Carmine. Ah, e a coluna do Carmine entrará pontualmente no 3VV, às quintas ou sextas.
Mas sempre pontual! Saudações…

———————–
CON API SI VOLA!
Por Carmine Paciello

 L’Arena Palestra Italia (API) è una realtà:  con intelligenza e perseveranza  il Palmeiras si avvia  a aumentare il proprio prestigio proponendosi
quale spirito guida tra le società professionistiche brasiliane.

Un
grazie al professor Belluzzo ed a tutti i dirigenti che si sono battuti per
l’Arena e  per la grandezza della Società
dando dimostrazione delle proprie capacità organizzative  e saputo realizzare i nostri sogni, nonostante
tutto. Onore a tutti loro!

E  quindi è con l’animo sereno dopo aver
ricevuto il conforto della votazione pro-Arena Palestra Italia di sabato 30
agosto e dopo essere confortato dalla vittoria esterna del Palmeiras a Curitiba
che riprendo a collaborare  col magnifico
sito 3VV  del mio amico Vicente e  proporre  notizie, spero interessanti, in merito al  campionato italiano di calcio,  edizione 2008 – 2009.

Il
dato iniziale relativamente a questa 1^ giornata di campionato  è constatare che nessuna delle 5 “grandi” ha
vinto a dimostrazione del fatto che il campionato italiano può non essere il
più bello del mondo ( come marketing, 
infrastrutture, e considerando  le
“imprese” dei tifosi napoletani anche educazione)  ma certamente è il più duro ed impegnativo  vista la competitività esibita anche dalle
squadre cosiddette “minori”.

Vedere
al primo posto Udinese, Lazio, Torino, Catania, Atalanta e Chievo suscita un
certo effetto; effettivamente  per alcune
di loro, il cui  obiettivo massimo è
quello di ottenere la permanenza in serie A, si tratterà di un’esperienza
esaltante ma effimera, ma per altre, principalmente  Lazio ed Udinese,  è la consapevolezza di poter  aspirare a posizioni di livello medio-alto e
certamente causare molti dolori alle avversarie più prestigiose.

L’Inter
dello “special one” Mourinho,  6 giorni
dopo aver vinto la Coppa di Lega contro la Roma, pareggia contro una tenace
Sampdoria nella quale Cassano e l’interessante centrocampista Palombo hanno
offerto una prestazione super. Il tecnico interista ha ammesso che il risultato
è  giusto ed ha voluto complimentarsi  ufficialmente con gli avversari genovesi per
il valore mostrato.

L’arrivo
in extremis di Quaresma  dovrebbe comunque
consentire a Mourinho  di  perfezionare ulteriormente questa macchina di
guerra che risponde al nome di Inter  nell’
impegnativo tentativo  di difendere sia
lo scudetto dagli assalti delle altre grandi  oltre che  cercare di conquistare il titolo di campione
d’Europa. 

Il
fanta-Milan dei 3 palloni d’oro crolla nell’esordio a S.Siro (e davanti al
premier Berlusconi che evidentemente credeva di assistere ad uno show de bola
de Ronaldinho & cia) ad opera del neo-promosso Bologna. Un incidente di
percorso, plausibile ad inizio torneo ed in considerazione dell’assenza di
Kakà, si sono affrettati ad affermare i dirigenti rossoneri. E certamente è
così visto l’elenco superlativo che gestisce Ancellotti. La cui posizione è però
estremamente delicata perchè se fallisce sarà eternamente esecrato dai
milanisti mentre se vincerà lo scudetto ( obiettivo dichiarato) il suo
prestigio non aumenterà di molto nella considerazione dei tifosi visto i
campioni che aveva ai suoi ordini. L’impressione è che le strategie di mercato
del Milan sono apparse quanto mai discutibili e certamente poco obiettive:
Ancellotti infatti progettava di avere una punta centrale molto fisica ed aveva
individuato in Adebajor l’elemento principe. Invece sono arrivati prima
Ronaldinho che assolutamente il tecnico non desiderava e che effettivamente non
era necessario ( l’arrivo di  Dinho risponde  ad un’operazione di marketing  piuttosto che tecnica  visto che   molti sono perplessi sulle condizioni e
soprattutto la “testa” del brasiliano temendo un altro flop come per il passato
è stato per Rivaldo e dopo  per Vieri ed
infine per Ronaldo) e dopo Shevchenko, ossia una punta di movimento.

Juventus
e Fiorentina pareggiano 1 x 1 con reti di Nedved  e pareggio di Gilardino all’ 89 dopo che la
Fiorentina era rimasta in 10 uomini per l’espulsione del brasiliano Felipe
Melo.

L’approccio
al campionato della Juventus è di grande entusiasmo e desiderio di tornare ad
essere la squadra regina del campionato dopo le sciagurate avventure
giudiziarie vissute negli scorsi anni.

Ranieri
ha montato una squadra di carattere e molto solida che fa giocare col
collaudato 4/4/2 anche se non è escluso che, in determinate situazioni, opterà
per il 4/3/3  considerando che  la qualità principale della squadra, oltre a
presentare il portiere più forte del mondo, Buffon,  è  rappresentato dal settore offensivo con uomini
come Del Piero, Amaury , Trezeguet e Giovinco (a formiga atomica) che
presentano uno score potenziale di 70 goals.

Entusiasmo
che non manca nemmeno a Napoli con la tifoseria che si attende un campionato di
alto livello in virtù di una formazione che opera col collaudato modulo 3 / 5 /
2 tra cui si distinguono le medaglie d’oro olimpiche Lavezzi e Navarro, l’ala
Maggio, il centravanti ex-Indipendiente Denis oltre ai giovani Santacroce ed
Hamsick,  quest’ultimo il prototipo del
calciatore moderno, rapido, agonisticamente valido, ottimo finalizzatore e che Mourinho
avrebbe desiderato all’Inter.

Intanto
ecco l’importante pareggio ottenuto all’Olimpico, in 10 uomini a causa
dell’espulsione di Santacroce,  contro
una sempre temibile Roma,  squadra però che
pare destinata  ad una metamorfosi
tattica e  comunque sicuramente ancora
affranta per la recente perdita del suo presidente Sensi.

Infatti,
prendendo spunto proprio dalla Roma 
risulta evidente,  nello studio
delle “formazioni tipo” che vengono pubblicate ad inizio torneo,  una caratteristica tattica  ben precisa: il tridente.

Nello
scorso campionato la maggioranza dei tecnici faceva giocare la propria squadra
col modulo ad 1 sola punta, esempio lampante appunto la Roma  che con Totti in attacco era in grado non
solo di finalizzare direttamente quanto di far salire la squadra favorendo gli
inserimenti dei centrocampisti e delle ali.

Quest’anno
invece molti tecnici hanno adottato il metodo preferito dello “special one”.  Questo  ”effetto
Mourinho”  ha portato infatti squadre
come il Genoa ( Gasbarroni / Milito / Palladino),  la Lazio ( Pandev / Zarate / Rocchi),  l’Udinese (Sanchez / Quagliarella / Di
Natale),  il Torino ( Rosina / Bianchi /
Amoruso)   a  disporsi secondo il modulo 4/3/3.

 Tridente che ogni tecnico  elabora a seconda delle caratteristiche dei
propri uomini. Esiste quello classico 
adottato da Mourinho, uno schema non rigido nel quale, nella fase
difensiva,  le ali ripiegano  con compiti di copertura  o quello particolarmente offensivo che
Ranieri potrebbe utilizzare inserendo contemporaneamente  Del Piero, Amaury e Trezeguet anche se al
momento preferisce alternare i 2 centravanti, un tridente micidiale con la
forza d’urto capace di esprimere ma non in grado di assicurare  la stessa efficacia  in fase difensiva. C’è poi la variabile più
“italiana” (ricordate  Bruno Conti ala di
raccordo più Paolo Rossi & Graziani dell’Italia ai Mondiali  ‘82?)  che 
mette in campo Prandelli  ossia un
centravanti di riferimento (Gilardino), una punta offensiva  (Mutu) ed una predisposta alla copertura
(Santana).

Un’ ipotetico
tridente brasiliano potrebbe essere quello formato da Kakà, Ronaldinho &
Pato ma questo sarebbe un trio “forzato” visto che Ronaldinho e Kakà sono
centrocampisti d’attacco e Pato per fisico e vocazione non sembra adatto come
centravanti d’area.

Infine
la Roma che con l’addio di Giuly e Mancini e l’arrivo di Baptista potrebbe modificare  l’assetto tattico presentando un tridente
formato da Totti al centro e Vucinic e “la bestia” nelle posizioni laterali,
trio d’attacco protetto da 3 centrocampisti, ossia De Rossi, Aquilani e
Pizzarro e con Cicinho e Riise quali esterni.

Staremo
a vedere, intanto il campionato riprende tra 2 settimane per permettere alla
Nazionale di disputare l’incontro con Cipro, valido per le qualificazioni ai
mondiali del 2010 in Sud Africa. 

Alla
prossima ed un abbraccio a tutti i lettori di Terceira Via Verdao, Carmine!